Itinerario di crociera Punat-Punat 3 giorni (di Robert Gal)

Itinerario di crociera Punat-Punat 3 giorni (di Robert Gal)
13/02/2020

L'isola di Veglia (Krk)! Per quanto abbia navigato tante volte intorno a quest'isola, essa riesce sempre in qualche modo a sorprendermi! I diportisti conoscono bene il lato meridionale e più frequentato dell'isola, spesso partono da lì, dal porto turistico di Ponte (Punat), per attraversare il canale del Quarnerolo (Kvarnerić) e arrivare ad Arbe (Rab) o Lussino (Lošinj).

È incredibile quante persone pianifichino in anticipo il percorso e abbiano l'ambiziosa intenzione di vedere il più possibile in sette giorni, passando velocemente davanti all'isolotto di Cassione (Košiljun): un'isola sulla quale si trova un monastero francescano e una flora eccezionalmente ricca. L'ancoraggio, che si affaccia sul monastero ed è riparato da tutti i venti, è già di per sé una favola. Soprattutto quando i grilli cantano, all'ombra di pini secolari. Se uno di questi grilli arriva nella cabina della vostra barca, la storia è un po' diversa, ma sono sicuro che sarà qualcosa di cui ridere con gli amici, se avrete dormito bene.

Quando si esce dall'insenatura, non ci sono direzioni sbagliate. Se si va verso ovest, dopo poco più di due miglia si trova la città di Veglia. Storica città dei Frangipane (Frankopan) con il campanile della diocesi di Veglia... se sbirciate attraverso una piccola porta tra le mura, vedrete un giardino nascosto, ora trasformato in un bar. Non fermatevi lì. Durante i lavori di scavo nel seminterrato, il proprietario non aveva idea che avrebbe trovato i resti di are romane e persino le fondamenta del porto della prima città!

La città di Krk, chiesa
Veglia (Krk), chiesa

A sole quattro miglia a sud si trova l'isolotto di Plauno (Plavnik). L'ancoraggio tra Plauno e Plauno Piccolo (Mali Plavnik) vi sorprenderà per il colore turchese del mare, l'odore della salvia e, se siete mattinieri o, meglio ancora, amanti della passeggiata mattutina, camminando con calma e tranquillità, l'isola vi ricompenserà offrendovi lo spettacolo dei cervi e dei caprioli che qui vivono in abbondanza.

Sul lato meridionale dell'isola, tra le baie di Krušija e Jabucina, c'è una grotta, nota per il suo nome, "Grotta dell'amore". La riconoscerete dai nani che la sorvegliano! Si arriva alla grotta attraverso uno stretto canale alto 50 cm, alla fine del quale si trova una piccola spiaggia illuminata dalla luce che entra dall'apertura in cima alla grotta. Quando vi sdraierete su quella sabbia, illuminata dai raggi del sole che penetrano tra le foglie di un fico che cresce là in alto vicino all'apertura, capirete il perché del suo nome, "Grotta dell'amore".

Se si prosegue in direzione nord-ovest, si possono vedere sulle scogliere i nidi dei grifoni, una specie di avvoltoi, uccelli “spazzini”, rigorosamente protetti perché a rischio di estinzione.

Dopo Plauno, si entra nel “Canale silenzioso”. Se mai vi capiterà di essere sorpresi da una tempesta nel Canale del Quarnerolo, e se poi entrerete in questo canale tra Veglia e Cherso, capirete perché lo chiamano “silenzioso”. Sul lato di Veglia di questo canale ci sono molte piccole baie dove è possibile ancorarsi ed essere l'unica barca nella baia – un evento raro nei mesi estivi.

Sul lato occidentale dell'isola c'è il borgo di Glavotok, con un monastero e un lungo molo dove è possibile ormeggiare la barca. Mi ricorderò sempre della mattina in cui, su un piccolo yacht, navigai fino a questo molo! Volevo solo dare una sbirciatina alla chiesa, ma scoprii di essere arrivato giusto in tempo per la messa dell'alba e così rimasi fino alla fine, insieme ad alcune nonnine che venivano da altri posti dell'isola.

Poco più avanti c'è la baia di Čavlena. Protetta dai venti di bora e di scirocco, mare turchese, boschi di conifere, pace!

Proseguiamo poi per Malinska e Njivice, che sono siti turistici provvisti di tutto ciò di cui un uomo moderno ha bisogno (un molo per le imbarcazioni, negozi, ristoranti e gente)

Njivice, isola di Krk
Njivice, isola di Krk

Il più delle volte io continuo verso Omišalj, cercando di ignorare il complesso industriale che lo deturpa. Concentriamoci solo sulla città vecchia situata su una scogliera al di sopra di un'insenatura profonda e riparata. Salite e percorrete le sue stradine: è come ritornare al passato, all'epoca romana, quando la città, situata lungo una strada romana, fungeva da custode delle importanti vie di comunicazione dalla terraferma all'isola. C'è poi la leggenda del duca Ivan, che i veneziani fecero imprigionare con una scusa conquistando, così, l'isola.

Appena due miglia a nord, il vostro passaggio sarà sotto il ponte di Krk, l'ex ponte di Tito. È una struttura imponente che, quando venne costruita, alla fine degli anni Settanta, era l'arco di cemento armato più lungo del mondo.

Passate sotto un piccolo arco nella baia di Voz, un ottimo ancoraggio e riparo dal vento di bora. Da lì avrete la possibilità di vedere entrambi gli archi, l'intera campata del ponte e l'isola di San Marco (Sveti Marko), oltre che di navigare nel passato, in un luogo che ebbe un ruolo importante nel corso della storia. Lì, nell'anno 49 a.C., si svolse infatti una battaglia navale e terrestre tra Cesare e Pompeo.

Il capo dell'esercito di Cesare, il legato Antonio, che fu sconfitto dal capo dell'esercito di Pompeo, Marco Ottavio, sulla penisola di Bejavac, si salvò fuggendo su una zattera fatta di barili. Ancora oggi si racconta di un tesoro sepolto da qualche parte nella zona.

Ponte di Krk
Ponte di Krk

Navigando più a est, un altro canale silenzioso, questa volta tranquillo sotto i venti meridionali. Superato Capo Bejavac, appena due miglia a sud-est, si trova la baia di Slivanjska, che è interessante perché da qui si arriva alla grotta "Biseruljke". Era chiamata anche la Grotta Vitezić, ma secondo la leggenda, dopo che vi trovarono un tesoro dei pirati, venne ribattezzata Biseruljka. Il tesoro fu poi spostato e la sua esatta ubicazione è nota solo a "Ive Gospodin", la cui casa si trova all'ingresso del villaggio di Rudine.

Grotta Biserujka
Grotta Biserujka

Poco più avanti si trova la baia di Soline, che si addentra in profondità nel territorio ed è famosa per le sue saline, che risalgono all'epoca pre-romana. Nella baia ci sono la città e il porto di Klimno e i villaggi Soline e Čižići. La baia ha un ottimo ancoraggio, protetto su tutti i lati. Al di sotto delle onde, a Meline, tra Soline e Čižići, ci sono fanghi termali, e così, anche se non soffrite di reumatismi, in questa baia avrete la possibilità di scattare le migliori, o le più divertenti, foto delle vostre vacanze.

Un posto come Scillo (Šilo) merita sicuramente di essere menzionato. Anche se io in qualche modo lo aggiro regolarmente, soprattutto in estate a causa del trambusto delle barche e dei taxi boat di Cirquenizza (Crikvenica), so bene che più di una volta è stato per me un rifugio sicuro da violente tempeste. Eppure, se spesso l'ho saltato, la colpa è di Verbenico (Vrbnik).

Questo è infatti un posto che frequento spesso, anche nelle giornate invernali, per lo meno in auto. Il paese è situato su una scogliera sopra un porto riparato e diverse spiagge, raggiungibili solo attraverso un passaggio incassato tra alte scogliere. È circondato da mura, case strette attorno a un campanile dove cresce la salvia, che in primavera assume il colore rosa-azzurro del suo fiore. Ha strade acciottolate, una delle quali è la più stretta del mondo; è la zona del locale vino di Veglia, lo Žlahtin. E, quanto lunga sia la tradizione della vinificazione a Verbenico, lo si capisce bene dalla storia dei soldati di Cesare, in fuga su una zattera di barili che, si narra, gli abitanti di Veglia, i liburini, costruirono per loro.

È già diventata una tradizione per i marinai al momento della partenza quella di effettuare un rifornimento di vino e olio presso le cooperative Vrbnik situate nel porto, oltre ad una tassativa degustazione.

Vrbnik
Vrbnik

Più sotto troverete alcune belle baie, adatte per l'ancoraggio: la baia di St. Juraj o la mia preferita, Srščica! Gettare l'ancora e fissare la cima a riva, in modo da avere quasi una spiaggia privata dove crescono i fichi, è un privilegio raro.

Arriviamo in una zona che dà sulla città di Segna (Senj). Proseguendo la navigazione, il paesaggio cambia leggermente. Gli alberi mancano del tutto e l'erba verde diventa una rarità. Il motivo è il vento, la famigerata bora di Segna. Si tratta di un vento che non va assolutamente sottovalutato e perciò, soprattutto in questa zona, da Capo Glavin a Stara Baska, bisogna stare all'erta. Oltre alle previsioni del tempo, che, devo ammettere, sono abbastanza precise, i Monti Velèbiti (Velebit) rappresentano un eccellente meteorologo in questa zona. Quando vedete un vortice di nuvole sulle cime delle montagne è il momento di trovare un porto sicuro, e solo a quel punto andate a vedere cosa dice del tempo la vostra applicazione internet preferita.

Baia di Srščica
Baia di Srščica

Quasi scavate nella roccia, sul lato est dell'isola, troviamo le insenature di Mala e Velika Luka. Baia, spiaggia, ancoraggio! Una meta imperdibile in questa parte dell'isola. Tra Vela e Mala Luka, dove sono state trovate alcune ceramiche e monete romane, c'era un insediamento romano. Per alimentare l'immaginazione dei marinai, e so per esperienza che tutti noi siamo, nello spirito, bambini e cercatori di tesori nascosti dei pirati, in questa zona sono state trovate anche delle monete d'oro bizantine. Sulla collina sovrastante ci sono anche le rovine di un forte bizantino.

Se gettate l'ancora a Vela Luka, poco prima del capanno da pesca, e legate la poppa alla riva con una cima, avrete la vostra piccola spiaggia alla fine della baia.

Vela luka
Vela Luka, Krk

Io purtroppo da Bescanuova (Baška) in genere passo solo di sfuggita, cercando di evitare la folla di una classica località turistica di grande richiamo. Tuttavia, se si viene in primavera o in autunno inoltrato, in questo posto c’è un'atmosfera completamente diversa. Si può camminare lungo la lunga spiaggia o ammirare il panorama della baia dalla cittadella o dalla croce della chiesa di S. Ivan, che lascia senza fiato. Se si vuole fare una passeggiata, un po' più in là c'è il belvedere, il panorama di Zakam, o la chiesa di S. Lucia di Jurandvor, dove si trova la lapide di Bescanuova, significativa nella storia del popolo croato, per la lingua e soprattutto per la scrittura glagolitica.

La "Senjska Vrata" (stretto di Segna), il passaggio tra Veglia e Pervicchio (Prvić), ecco, se non avevate capito quello che dicevo prima a proposito del vento di bora, ora sarebbe troppo tardi. È meglio scendere sottovento e cercare rifugio nella baia occidentale dell'isola di San Gregorio (Sveti Grgur). Con il bel tempo, però, questo è il posto giusto per veleggiare. Si entra poi in una zona dove di solito ci sono i delfini.

L'isola di Pervicchio, all'apparenza deserta e inospitale, vi sorprenderà per i profumi delle piante mediterranee e per le bellissime spiagge, da Capo Stražica a Capo Pip. Da Capo Pip alle scogliere di Njivice, questo è il mio posto preferito per fare immersioni. Specialmente se siete mattinieri, sdraiatevi sull'acqua dal fondale poco profondo e lasciate che sia il mare a fare il resto.

Dai pesci piccoli e colorati ai grandi ricci d'alto mare e alle lumache di mare, che si muovono come ballerine col lungo vestito rosso, timide orate e di rado dalle profondità del mare un predatore un po' più grande si avvicina per un attimo.

Solo due miglia più a sud, ecco l'isola di San Gregorio e il porto! Non so bene perché, ma, quando navigo con gli ospiti, gli amici o anche da solo, questa è ormai una tappa obbligata.

Oltre ad essere un ancoraggio abbastanza sicuro, in quest'isola sempreverde ci sono rovine di edifici, testimonianze di un'epoca in cui nell’isola c’era una prigione femminile. Sebbene io non sia particolarmente attratto dalle rovine, sento che si nasconde in esse un che di segreto.

D'estate, quando le barche da escursione e i diportisti giornalieri ripartono, i cervi, che prosperano sull'isola, scendono nel bosco di fichi sul lato sud dell'ancoraggio.

Se arrivate un po' prima e preparate qualche frutto dolce, state fermi e vedrete che gli animali, solitamente timidi, si avvicineranno molto arrivando a pochi metri di distanza da voi.

Isola di Sv.Grgur - cervi sulla spiaggia
Isola di Sv.Grgur - cervi sulla spiaggia

Torniamo indietro in direzione nord-ovest verso lo scoglio Gallon (Galun). Qui incontro spesso quei meravigliosi mammiferi giocherelloni che mi piacciono tanto, soprattutto la mattina o la sera presto. Responsabili del caratteristico paesaggio sul versante sud-occidentale dell'isola di Veglia sono le ondate di jugo e le raffiche di bora. Con l'aiuto del sole, hanno creato, oltre a un paesaggio brullo e pieno di piante mediterranee profumate, anche alcune delle più belle spiagge dell'isola.

La spiaggia della Costa d'oro è a forma di anfiteatro e, a volte, se ci si ancora al centro della baia, si sente qualcuno che parla sulla spiaggia. Ve lo dico così, giusto perché lo sappiate, visto che si sono già create delle situazioni, per così dire, divertenti.

Poco più lontano, nascosta alla vista dietro lo scoglio di Biskupici, si trova la baia di Mala Rajta. È il posto peggiore da visitare l'ultimo giorno di navigazione, quando bisogna restituire la barca e prepararsi a tornare al tran tran quotidiano, perché, da qui, semplicemente non si vorrebbe più andare via. E con questo non intendo cose come: "Preferirei non partire", "Non voglio". Cioè, uno determinato direbbe: "Basta. Io resto qui, succeda quel che succeda!"

Zlatna obala, spiaggia
Zlatna obala, spiaggia

Un miglio più avanti, dietro la baia di Negrit, lo sguardo si apre sull'imbocco dell'insenatura, Puntar. Magari una nuotata, ancora, nella baia di Konobe o da qualche altra parte più in là. Navigate con cautela nel canale, lasciate che il semaforo verde sia alla vostra destra ed ecco che abbiamo chiuso il cerchio, abbiamo fatto il giro completo dell'isola di Veglia!

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Autore: skipper Robert Gal

skiper Robert Gal


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