Vela Spila - Scoprire i segreti nel tempo

Vela Spila - Scoprire i segreti nel tempo
10/11/2020

Ciò che rende la navigazione sull'Adriatico un'avventura tanto desiderabile è il mare blu squisitamente calmo, mentre si naviga tra migliaia di isole cariche di misticismo e folklore. Naturalmente, ogni marinaio sa che bisogna sempre tenere d'occhio il tempo perché un improvviso e inaspettato cambio di vento potrebbe far scoppiare una tempesta.

Nel caldo e nel cuore dell'estate di luglio, dopo una giornata di navigazione tranquilla intorno a Korčula, una popolare isola della Dalmazia meridionale, che è stata votata come l'isola più bella della Croazia, siamo salpati in direzione della piccola città di Vallegrande (Vela Luka), annidata sul versante occidentale. Il nome croato significa "grande porto" e si tratta di una baia ben protetta, lunga 9,5 km.

Vela, Croazia

Mentre il sole calava verso l'orizzonte e proiettava il suo cammino dorato sull'acqua, ci siamo lasciati andare ad uno stato d'animo soddisfatto e riflessivo. Il mondo si placava e tutto ciò che sentivamo era il fruscio del nostro yacht che tagliava l'acqua, i gabbiani sopra di noi e il vento che risuonava dolcemente fra le sartie. In marcia verso il porto, all'ingresso della baia, abbiamo costeggiato l'isolotto di Provescia (Proizd), rinomato per le sue magnifiche spiagge. Abbiamo abbandonato le nostre fantasticherie, calato le vele e acceso i motori. Oltrepassando l'isola di Vesparo (Ošjak), al centro della baia, guardavamo a poppa, mentre mare e cielo riflettevano la sua gloriosa trasformazione cromatica: dal blu all'oro e dall'arancione intenso al lilla. Un momento profondo e magnifico.

All'imbrunire ci siamo avvicinati al porticciolo di Korkyra, noto per essere il porto "naturalmente" più sicuro dell'Adriatico. Vallegrande è da sempre un porto sicuro per i naviganti e il nuovissimo porto turistico, appena inaugurato nel giugno del 2020, è la porta d'ingresso a questa popolare destinazione turistica dal mare pulito e l'atmosfera tranquilla, arricchita da delizie gastronomiche e culturali. Per non parlare dei suoi vini, premiati a livello internazionale Pošip, Rukatac e Grk, nati da una tradizione vinicola millenaria.

Il progetto innovativo del porto turistico, costruito con materiali ecologici, si diparte dalla linea di costa con una serie di ponti che si estendono su un' isola edificata. Vi è un caffè, un moderno ristorante che propone una combinazione di piatti tradizionali e moderni, un bar, oltre all'elegante Hotel Korkyra, a 4 stelle, dotato di una grande piscina e di una spiaggia privata. Il porticciolo dispone di una pompa di benzina e ha una capacità di 135 posti barca e yacht di oltre 35 m di lunghezza.

Io e i miei amici marinai potremmo anche essere chiamati "avvoltoi della cultura". Ciò che ci ha attirato qui è stata la ricerca di un luogo che la gente del posto descrive come "il più recente e il più antico insediamento dell'isola". Vi chiederete come sia possibile, ma è semplicemente perché Vallegrande è il territorio amministrativo più nuovo di Korčula e sulla collina sopra la città c'è una grotta dove sono stati scoperti dei reperti preistorici molto antichi. È lì che eravamo diretti. La grotta è conosciuta come "Vela Spila" (Grotta Grande).

Abbiamo deciso di andare a piedi fino a Vela Spila e di partire presto la mattina dopo. Dall'Hotel Korkya, abbiamo camminato sul marciapiede che corre parallelo e di fronte alla costa, ammirando una parte del "Mosaico più lungo del mondo" sottostante. Questo straordinario e ambizioso progetto artistico continua ad avanzare, con singoli tasselli di mosaico creati e posati da diversi artisti, e attualmente si estende per circa 300 - 400 m fino al centro della città. Notevole!

Al ristorante Pod Bora abbiamo visto i cartelli che indicavano di girare a destra in direzione di Vela Spila e abbiamo passeggiato per la città fino ad arrivare sulla "Strada Blu". Questa passeggiata è lunga solo 900 metri e ci ha portato in circa 30 minuti direttamente sulla collina di Pinski Rat. Se non vi piace camminare, in città potete noleggiare una bicicletta, uno scooter o un'auto e percorrere una strada diversa che vi porterà alla grotta. 

La passeggiata ci ha fatto bene, però, grazie all'aria fresca e al profumo diffuso di erbe aromatiche e medicinali, oltre al bellissimo panorama di Vallegrande e della baia sotto di noi. La vista migliorava man mano che salivamo e all'ingresso della grotta ci siamo fermati un attimo ad ammirare quello splendido scenario: il centro storico di Vallegrande, la baia e il porto sotto di noi, le colline retrostanti, le zone più nuove che si insinuano nelle colline, tra il verde degli uliveti e, più oltre, la foce del porto, le isole di Vesparo e il mare Adriatico.

Lo sapevate che ventimila anni fa il panorama sarebbe stato molto diverso? Laddove oggi ondeggia il mare ci sarebbe stata una verde vallata di pianure adriatiche con solo un lontano luccichio di mare all'orizzonte. Un'oasi di verde tra i ghiacci!

Varcando la soglia di Vela Spila attraverso l'entrata larga 8 metri, abbiamo guardato in giù verso l'area degli scavi, che in quel periodo era abbandonata perché gli archeologi avevano da poco portato a termine un progetto. Fino a quel momento erano stati effettuati lavori su un'area di soli 200 m2 e con gli scavi si era arrivati a 11 m di profondità, che non è neanche lontanamente vicino al fondo di ciò che deve ancora essere scoperto. Il fondo della grotta dovrebbe essere molto più basso, ma i depositi di sedimenti nel corso dei millenni hanno innalzato la sua superficie di almeno 10 m.

Le pareti di calcare formano un ellisse di circa 40 m di lunghezza e 40 m di larghezza e raggiungono un'altezza di 17 m con un soffitto cavernoso che si estende verso l'alto. La luce risplendeva intensamente attraverso due grandi aperture dette "Velo Ždrilo" e "Malo Ždrilo", conseguenza di un cedimento naturale. La grotta è grande 1100 m2 e non ha soltanto valore di patrimonio naturale, ma è anche un importante bene culturale sotto tutela.

Vela spila, Korcula

È stato affascinante rendersi conto che ogni passo che abbiamo fatto lungo il pendio verso il basso nelle profondità della grotta era un passo a ritroso nel tempo. Ogni strato di detriti racchiude una traccia e un'intuizione sulla vita preistorica. Dalla più recente, l'età del ferro e del bronzo, fino all’età nuova della pietra (Neolitico - da circa 4.500 a.C.), l'età media della pietra (Mesolitico circa 15.000-5.000 anni prima dell'attuale) fino all'età antica della pietra (Paleolitico - 3 milioni di anni fa). E questo è il punto in cui gli attuali scavi sono arrivati. È un arco di tempo molto, molto lungo!

Vela spila, Korcula

Come abbiamo imparato tutto ciò? Ironia della sorte, utilizzando la nostra tecnologia ultramoderna, grazie a un'applicazione mobile collegata a un codice QR che si trova sulle targhette d'ingresso. Con questo sistema abbiamo ottenuto una visita audio guidata di Vela Spila. Una davvero estrema contrapposizione temporale!

I lavori a Vela Spila iniziarono nel 1949 con Marinko Gjivoje che iniziò la ricerca scientifica e nel 1951, insieme a Boris Ilakovac e Vinko Foretic, incominciarono gli scavi preliminari di prova. Dopo aver ottenuto promettenti risultati, gli fu dato il via libera. Grga Novak, considerato uno dei ricercatori più importanti, studiò i legami della grotta con l'isola di Lesina (Hvar) e i suoi risultati furono pubblicati negli "Annali dell'Accademia jugoslava". Inizialmente condusse scavi annuali a partire dal 1974 e nel 1978 il professor Bozidar Cecuk, membro del gabinetto di archeologia della JAZU (Accademia jugoslava delle scienze e delle arti) continuò il lavoro. Dinko Radić, che attualmente dirige la "Collezione archeologica di Vela Spila" nel Centro culturale della città, si unì nel 1986 e Franko Oreb era un membro permanente della squadra.

Vela spila, reperti archeologici

Per mezzo della datazione al radiocarbonio, hanno scoperto che l'uomo occupava la grotta stagionalmente già a partire da 20.000 anni a.C., come testimoniano gli strumenti usati per la caccia al cervo, agli uri (bovini selvatici preistorici) e per la raccolta, soprattutto, di risorse marine. Si sono trovati resti di esseri umani, cibo, selci, pietre, argilla e ossa di uccelli e animali che forniscono indizi sullo sviluppo della cultura spirituale e materiale dell'umanità. Stranamente, non sono stati trovati resti di ciotole o tazze di argilla fino alla nuova età della pietra. Anche da allora in poi fu evidente che le persone tenevano pecore e capre nella grotta, possibilmente durante i mesi invernali. Interessante è il fatto che Vela Spila è uno dei soli cinque siti in Europa dell'era glaciale in cui sono stati trovati manufatti in argilla cotta. Chissà come hanno scoperto che riscaldandola, l'argilla si sarebbe irrobustita!

Vela spila, reperti archeologici

Interessante è anche il fatto che, sebbene fossero disponibili prolifiche varietà di conchiglie marine, gli abitanti ne utilizzavano solo una particolare varietà per realizzare perline decorative: le perforavano per creare gioielli, per addobbare i vestiti o per infilare un filo tra i capelli. Le stesse conchiglie sono state trovate anche in altri siti dell'Adriatico e dei Balcani centrali, il che rivela che questa era una tradizione condivisa da una popolazione diffusa.

Circa 15.000 anni fa ci fu un evento cataclismatico, un'enorme eruzione vulcanica nel golfo di Napoli, chiamata eruzione del Tufo Giallo Napoletano. Gli archeologi trovarono uno strato di cenere, depositatosi nei sedimenti della grotta, il cui spessore era tale da indicare che la quantità di cenere che scese sulla zona era enorme. Le grandi nubi nere che oscurarono il sole e fecero piovere cenere tossica devono essere state terrificanti per la gente ed è evidente quindi che la grotta fu abbandonata, come probabilmente anche la zona stessa, per migliaia di anni.

Fu a un certo punto, nel periodo post vulcanico, che il livello del mare si innalzò e Korčula divenne un'isola con condizioni meteorologiche simili a quelle odierne. Tra il 1986 e il 1998 sono stati scoperti tre siti per la sepoltura di bambini negli strati più recenti del Medioevo. Sono state trovate anche le tombe di due persone che si chiamavano "Baba e Dida" (la nonna e il nonno) e che sono diventate abbastanza famose. In seguito, venne accertato che in realtà si trattava di due donne, ma quei nomi sono rimasti. 

Vela spila, Korcula - "Baba and Dida"

Nel 2004 è stato scoperto anche "Stanko", il più antico scheletro mediterraneo risalente a oltre 9.000 anni fa. Volete sapere perché gli è stato dato il nome "Stanko"? Ebbene, due archeologi erano impegnati nello scavo e uno di loro notò che qualcosa che avrebbe potuto essere una componente di uno scheletro si trovava proprio nel punto in cui il suo collega stava per colpire. Così urlò: "Stani! (che significa "Fermati!") per evitare che il suo collega lo danneggiasse. E, visto che si trattava davvero di uno scheletro, da allora in poi divenne noto con il nome di "Stanko".

Vela spila, Korcula - "Stanko"

Prima di partire, siamo rimasti seduti a immaginare come potesse essere la vita degli abitanti delle caverne millenni fa. La leggenda locale racconta di un cacciatore dell'era glaciale che, mentre andava a cercare cibo per la sua affamata famigliola, si imbatté in un capriolo. Magicamente apparve una bella ragazza bionda che lo supplicò di non uccidere il capriolo. Lui la ignorò, cacciò il capriolo e lo infilzò con la lancia. Ma, mentre cadeva, il capriolo si trasformò in una ninfa bionda, che era la figlia del Creatore e la protettrice degli animali e della natura. Il padre della ninfa, affranto dal dolore, pose la sua immagine di capriolo tra le stelle, così come quella del cacciatore che la insegue eternamente. Nella sua rabbia il Creatore inondò la valle ed è cosi che ebbe origine la località oggi conosciuta come Vallegrande. Mentre le stelle continuano a rappresentare l'eterno ricordo di un tempo di pace ormai passato.

Naturalmente, sulla via del ritorno, non abbiamo potuto evitare di fare un salto al centro culturale della città. Si trova in un antico edificio storico, vicino alla chiesa di San Giuseppe. L'atrio d'ingresso è splendidamente decorato con mosaici creati nel 1968 quando Vallegrande ospitò l'Incontro internazionale degli artisti. Nel museo, oltre a vari reperti, sono conservati frammenti di ceramica, ossa di animali, utensili, conchiglie e alcuni manufatti ricostruiti di Vela Spila. Di notevole interesse è anche una grande anfora che si è scoperto contenere ossa di neonato e sette coltelli preistorici.

E così si è concluso il nostro viaggio fra epoche passate, evocate dalla trascendente Vela Spila.

Autrice: Diana Karmela
Foto dell'Ente per il turismo di Vela Luka

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t. +385 20 813 619

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