Re Artù e la leggenda scoperta a Podstrana

Re Artù e la leggenda scoperta a Podstrana
26/11/2020

Non amate anche voi le leggende di re Artù? In uno sfondo di tradizione mistica, questo colorito personaggio e i suoi cavalieri della Tavola Rotonda evocano immagini di battaglie, spade, lance e pozioni magiche. Essi sono forse il principale oggetto di studio e dibattito tra gli storici e sono stati al centro di tante favole, ma anche di opere letterarie, fumettistiche, teatrali e cinematografiche. Non è mai stato storicamente, scientificamente e definitivamente provato, tuttavia, che re Artù sia realmente esistito, tranne ... forse ... e se invece lo si potesse provare?

Lasciate che vi porti in una piccola zona lungo la bellissima costa dalmata della Croazia. Chi l’avrebbe mai detto che un posto così potesse aver avuto un qualche ruolo in quelle leggende medievali? Nell'ultimo decennio diversi storici e archeologi hanno preso in considerazione la possibilità che re Artù vivesse da queste parti. Potrebbe essere vero? Oppure si tratta solo di uno stratagemma per attirare turisti nella zona? La questione è risultata comunque piuttosto interessante per noi, tanto da indurci a esplorare questo luogo e a indagare su quanto è stato scoperto.

Avevamo appena trascorso una giornata a Spalato (Split), antica e bellissima città sulla costa croata, ricca di posti interessanti e suggestivi da visitare, ed è stato lì che abbiamo sentito parlare per la prima volta della faccenda. Così abbiamo pianificato il successivo percorso per andare a verificare sul posto la fonte di queste teorie. La mattina dopo siamo partiti dal porto turistico di Spalato e, dopo esserci mossi con cautela in uscita dal porto affollato, abbiamo issato la vela per un breve viaggio verso sud-est fino a Podstrana. A poco più di 6 miglia nautiche da Spalato abbiamo gettato l'ancora nella baia di San Martino e siamo scesi a terra. Abbiamo raggiunto la chiesa omonima, situata tra la baia e la strada di San Martino, che fa parte della Magistrala, la principale strada costiera per Ragusa (Dubrovnik). Lì abbiamo incontrato Denis Jonjić, assistente e coordinatore storico del progetto didattico e archeologico di Podstrana. È qui che tutto è iniziato!

Sveti Martin, Podstrana, Croazia

Nel lontano 1925 lo studioso americano Kemp Malone, alla ricerca di eventuali tracce di Artù, scoprì in questa modesta chiesa un'antica tomba romana che portava il nome di Lucio Artorius Castus. Fu una scoperta entusiasmante, poiché fino a quel momento non erano mai stati trovati oggetti risalenti al periodo tra il II e il IV secolo che potessero essere collegati al nome ‘Artù’. Ed ora eccoci qui, a guardare quella lastra di pietra, che era originariamente incassata all'ingresso della sontuosa tomba di Artorius. Era davvero quello il luogo dell'ultimo riposo del nobile eroe, Artù?

Denis, un ex-istruttore di un circolo velico di Podstrana, ci ha raccontato che, circa 12 anni fa, un gruppo di ricercatori inglesi arrivò a Podstrana e gli fecero domande sulla presenza di re Artù nella zona. Non avendone mai sentito parlare prima, Denis restò piuttosto sorpreso. Qualche giorno dopo arrivò un altro gruppo che gli fece le stesse domande. Ciò stuzzicò la sua curiosità tanto che Denis chiuse il negozio per aiutarli nella ricerca. Li portò alla chiesa di San Martino e lì, con suo grande stupore, venne a conoscenza di queste informazioni. E più si addentrava nell'argomento, più il suo entusiasmo cresceva.

Denis ci ha spiegato che le iscrizioni sulla lastra di pietra descrivono l'illustre e lunga carriera militare che Artorio fece nell'esercito romano. Iniziò come soldato durante il regno dell'imperatore Adriano (117-138), svolse importanti incarichi in cinque legioni, guidò una flotta imperiale da guerra, intorno ai trent'anni divenne centurione, poi duca (dux) e infine governatore/procuratore della Liburnia. Non è certo se Artorio nacque nella zona, ma è qui che sicuramente visse e fu sepolto alla fine del II secolo d.C., quando Podstrana era chiamata Pituntij. Pare che nel 181 Artorio avesse portato un gruppo di soldati Sarmati in Gran Bretagna, terra in cui combatterono diverse battaglie, una delle quali ebbe luogo al Vallo di Adriano. I Sarmati erano antiche tribù che si stabilirono nelle steppe tra l'attuale Polonia e il Danubio. Idolatravano il dio del fuoco e le loro valorose donne guerriere combattevano al fianco degli uomini. E ora sentite questa: erano noti anche per combattere a cavallo sotto una testa di drago in bronzo attaccata a uno stendardo, indossavano armature e portavano scudi e lance, proprio come i Cavalieri della Tavola Rotonda. Però! Da non crederci, vero?

Lucius Artorius Castus, Podstrana

Nel 2004 Artorius diventa un personaggio cinematografico nel film "King Arthur" di Jerry Bruckheimer ed è Clive Owen a interpretare il ruolo principale. È stato così che John Matthews, uno studioso indipendente, ricercatore e autore di oltre 100 libri su temi arturiani e affini, e Linda Malcor, accademica con un dottorato in Folklore e Mitologia e autrice del notevole "Dalla Scizia a Camelot", il primo libro a esporre la teoria di Castus, si sono incontrati per la prima volta e facendo da consulenti per il film.

Questa teoria recentemente illustrata ha attirato l'attenzione di numerosi studiosi. Come tutti sappiamo, le leggende di re Artù attirano magneticamente l'attenzione e, in breve tempo, sempre più persone si sono riversate sulle rive di Podstrana per condurre ricerche.

Nei mesi di marzo/aprile 2012 a Spalato si è tenuta la prima conferenza organizzata da John Matthews dal titolo di: "Lucio Artorius Castus: il vero re Artù". La conferenza ha attirato 22 delegati da 10 Paesi e una seconda conferenza si è successivamente tenuta nell'ottobre del 2019.

Nonostante molte persone si siano opposte alle teorie di Lucio Artorius Castus, sono state fatte alcune scoperte entusiasmanti che potrebbero dimostrarle. Pare che un re di nome Artù non sia, in realtà, mai esistito, ma che si sia trattato invece dell'ufficiale legionario vissuto nel II secolo, Artorius, oppure di un guerriero e capo tribù di possibile origine romano-britannica o celtica. Quindi Artù, in realtà, non era un re, ma un generale. Con il tempo e il fondersi di storia e folklore, le vicende di re Artù, Camelot, Lancillotto e tutti gli altri sono sembrate essere solo frutto di una fantasia che le ha trasformate nei racconti che conosciamo e che amiamo. E che poi dire di Uther Pendragon e, naturalmente, della subdola Morgana? Che dire di Igrane, un piccolo villaggio costiero più a sud? Il nome era legato alla madre di Artù, Igrayne? C'è forse un legame anche tra il grande amore di Artù, Ginevra (in celtico, Gwenhwyfawr) e Zanjeva, il nome di una parte orientale di Igrane?

Molte domande, ma anche molte somiglianze. Ad esempio il Nartamonga, che aveva la caratteristica di esaltare le capacità eroiche, come il Santo Graal. E poi Batradz, che lo possedeva, venne ferito sul campo di battaglia e chiese al luogotenente di gettare la sua spada magica in un lago. Proprio come nella storia di Excalibur, il tentativo fallì due volte, finché il terzo tentativo andò a buon fine. C'era un forte che non esiste più, chiamato Avalannna, a Burgh-by-Sands, in Gran Bretagna, che avrebbe potuto essere Avalon. Sinoltre, sono in corso ricerche, al momento, riguardo a Merlino, che pare fosse realmente esistito e avesse base in Scozia.

Gli archeologi hanno iniziato i lavori di scavo nella chiesa di San Martino e, dopo aver raggiunto una profondità di 2 metri, hanno trovato alcune ceramiche. Recentemente sono state rivelate parti di un muro costruito in marmo proconneso, una mistura di marmo e cristallo originario della Turchia, che veniva usato negli edifici appartenenti a ricchi e alti dignitari e che deve essere stato importato. Ciò alimenta la convinzione che quei resti possano aver fatto parte della villa in cui visse Artorius, o delle mura di difesa del castello. Purtroppo, attualmente non è possibile proseguire con gli scavi perché, a causa della presenza di un cimitero della chiesa, l’area risulta essere terreno di culto.

I due eminenti e appassionati ricercatori della materia, John Matthews e Linda Malcor, hanno scritto un libro intitolato "Il re romano Artù", la cui pubblicazione è prevista a breve. Denis Jonjić si dedica a portare avanti le ricerche, a consentire ulteriori esplorazioni archeologiche, a creare un museo e a proseguire con eventi legati al tema di Artorius. Sono sicura che ne sentiremo parlare ancora nel prossimo futuro.

E voi cosa ne pensate di questa storia?

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Mentre ci allontanavamo dalla riva, ammirando quella piacevole e tranquilla cittadina circondata dal verde e protetta da una serie di colline pietrose, ognuno di noi lasciava vagare la mente, meditando su quanto avevamo appreso. Immaginavo il suono degli zoccoli, il ritmo battente di una cavalleria di guerrieri dalle armature scintillanti, draghi che volano, cavalieri che si riuniscono lungo la spiaggia di ghiaia per andare a combattere in terre lontane... Ed eccolo, a guidarli a spada alzata, quel valoroso guerriero, la cui storia è cambiata nel corso del tempo, intrecciandosi con il mistero e il misticismo: Artù, o dovremmo invece chiamarlo Artorius?

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Autore: Diana Karmela
Fotografie: Ente per il turismo Podstrana 

Un ringraziamento a John Matthews e Denis Jonjić per le illuminanti informazioni forniteci e l'entusiasmo nel condividerle.


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